Monthly Archives: April 2012

Soya: from a cargo to an Antarctic vessel – da cargo a nave antartica

Soya is a japanese museum ship (by Tokyo Maritime museum) that previously served as icebreaker and was the first Japanese ship used for an Antarctic expedition.

Soya è un rompighiaccio oggi musealizzato al Museo Marittimo di Tokyo che fu utilizzato per la prima spedizione Giapponese in Antartide.

The vessel that became the Japanese icebreaker Sōya was originally ordered from the Matsuo shipyard Koyagi Island by the Soviet Union. She was launched from the shipyard February 1938 as Volochaevetz but she was never handed over due to political tensions between Japan and Soviet Union.

L’unità che divenne il rompighiaccio giapponese Soya era stato originariamente ordinato al cantiere Matsuo – Koyagi Island dall’Unione Sovietica. Varata nel 1938 come Volochavetz non fu però mai consegnata a causa della crescente tensione tra i due stati.

MV Soya (Volochaevetz) as in 1938

Completed as an ice-breaking cargo freighter she was renamed Chiryō Maru until Nov. 1939 when she was requisitioned by IJN and she got the name Soya with assigned duties as auxiliary ammunition ship/survey vessel.

Completato come cargo rompighiaccio fu chiamata Chiryō Maru  fino al novembre 1939 quando venne requisita dalla Marina Imperiale Giapponese: le venne dato il nome Soya e venne destinata al servizio di nave da trasporto munizioni e di sorveglianza.

Ammunition ship Soya as in 1941

After the war she served as a repatriation ship and then as a lighthouse supply ship until 1956 when she was overhauled and modified to make her ready for Antarctic research.

Alla fine della guerra fu utilizzata per il rimpatrio dei prigionieri giapponesi e successivamente come nave-faro fino al 1956 quando fu completamente modificata per essere utilizzata come nave da ricerca in Antartide.

Japan - AGB Soya as in 1956

On the second trip, in 1958, she rescued the explorers from the first expedition who had become stranded at the Syowa research station. Unfortunately they had to leave the expedition’s dogs behind. On Soya’s return a year later, two of the dogs, Taro and Jiro were found alive. This event inspired the Disney’s movie “Eight Below”.  A larger helideck was added in 1959.

Nel suo secondo viaggio, nel 1958, recuperò gli esploratori della prima spedizione bloccati alla stazione Syowa, abbandonando però i cani della spedizione al loro destino. L’anno successivo vennero ritrovati sorprendentemente vivi  due dei cani, Jiro a Taro. Questo episodio ispirò il film della Disney “Eight Below”. Nel 1959 venne ulteriormente modificata per realizzate un ponte elicotteri maggiore.

Japan - AGB Soya as in 1959

She was decommissioned in 1978, and in 1979 became a permanent exhibition at the Museum of Maritime Science, Tokyo.

Fu radiata nel 1978 e dal 1979 è stat musealizzata al Museo Marittimo di Tokyo.

WAGB 83 Mackinaw

The Icebreaker Mackinaw (WAGB-83) was constructed during World War II to open and mainatin Great Lakes shipping lanes as early as the third week in March, thus facilitating the early shipping of millions of tons of iron ore and other materials. Usually during the first week in March the Mackinaw would head for the strategic area of the Straits of Mackinac to begin ice operations.

She is a variant of the Wind class polar icebreakers. Her design is made longer with a wider beam and shallower draft to allow her to operate in the Great Lakes. Mackinaw was built to be literally land-locked, her size not permitting her to leave the Great Lakes.

A diesel electric power plant delivers 10,000 h.p. through twin screws in the stern and one in the bow: the Mackinaw was capable of breaking through 4 feet of solid sheet ‘blue’ ice.

Early in its life Mackinaw was used to handle the heaviest buoys on the lakes with the aid of its two 12-ton cranes, to carry fuel and supplies to light stations, to serve as a training ship, and to assist vessels in distress when necessary. In recent decades she continued to extend the shipping season from late March until mid-January. She also served as a goodwill ambassador for the Coast Guard and a training vessel.

The “Mac”, “Queen of the Great Lakes” as Mackinaw has been known with affection, provided 62 years of outstanding service facilitating commerce in support of the economy of the entire nation. She now resides in Mackinaw City, the community for which she was named.

WAGB83 Mackinaw 1944-72

WAGB83 Mackinaw 1972-93

WAGB83 Mackinaw as after 1993

Il rompighiaccio Mackinaw (WAGB-83) fu costruito durante la Seconda Guerra Mondiale per aprire e mantenere libere le rotte commerciali attraverso i Grandi Laghi  a partire da Marzo, permettendo il trasporto di milioni di tonnellate di ferro ed altri materiali. Normalmente si metteva in moto nella prima settimana di Marzo facendo rotta verso la zona strategica dello stretto omonimo per iniziare la campagna nel ghiaccio.

Si tratta di una variante della classe Wind di rompighiaccio polari caratterizzata da una maggior lunghezza e larghezza ma di un minor pescaggio per operare nelle acque dei Grandi Laghi. Il Mackinaw fu costruito letteralmente imprigionato nelle acque lacustri in quanto le sue dimensioni non gli permettono di uscire in mare aperto.

L’impianto motore diesel-elettrico da 10.000 h.p. muoveva due eliche a poppa ed una prua: il Mackinaw poteva avanzare senza problemi attraverso ghiaccio di 1-1,2 metri di spessore.

Tra i suoi compiti principali c’era inoltre il servizio di manutenzione e trasporto delle grosse boe di segnalazione che gestiva con le due gru da 12 tonnellate ed il rifornimento ai vari fari, oltre all’addestramento del personale ed il soccorso di altre navi in difficoltà.

Conosciuta come la Regina dei Grandi Laghi il Mackinaw ha servito per 62 anni supportando il commercio e l’economia di un’area rilevante. Ora è ormeggiata nella città di Mackinaw da cui prende il nome.